sabato 27 aprile 2013

Il dolore

Una preparazione un poco più impegnativa mette subito in luce che la muscolatura viene sollecitata in un modo a cui non era abituata da tempo, troppo tempo.
I dolori immediati e quelli che si manifestano con crudele puntualità il giorno dopo, presentano il primo conto della prova da affrontare.L'esito è impietoso e recita più o meno così: "Sei vecchio".
Combattere contro il tempo che passa è un esercizio caro all'umanità, ma è sciocco.
Il tempo è un'entità astratta inesistente, che ci siamo inventati per la necessità di misurare il nostro deterioramento attimo dopo attimo, fino al disfacimento completo.
Dovrò rassegnarmi a pretendere qualcosa meno dal mio fisico in declino, ma credo di potergli chiedere lo sforzo per collegare il fisico col metafisico, quando non con lo spirituale. Questo posso chiederlo e sono sicuro che non mi deluderà.
Ho fatto i miei secondi 20 kilometri e devo dire che, dopo mesi di allenamento su distanze più brevi, salvo il primo strappo del 25 marzo, la sensazione è senza dubbio positiva, estremamente positiva.
Prima della partenza, ormai prossima, sarà opportuno eseguire un test prolungato su tre quattro giorni, ma penso che non ci saranno problemi.
Anche lo stato dei piedi è migliore di quanto pensassi, nessuna irritazione e/o vescica, ma un sensibile indolenzimento non posso nasconderlo, né negarlo.
La strada è tanta, ma non è impossibile.

sabato 20 aprile 2013

Parlare e sentire.

Forse la fisica quantistica non è così stramba come si pensi. L'idea che la materia si adatti a ciò che uno si aspetta di vedere o di sentire , quando non di percepire, non è così peregrina.
In realtà erano decenni che pensavo al "Camino", ma da pochi anni ho cercato di mettere a fuoco la presenza nel mio spirito della volontà e della forza per partire, di affrontare questa sfida impossibile, con l'animo di chi non ha sfide, né dimostrazioni da esibire.
Ci sono sempre motivi che spingono un singolo a fare una cosa da singoli.
Nel mio caso ci sono risposte che stanno cercando delle domande adeguate, fuori dal novero delle banalità quotidiane, che costituiscono, poi, il muro portante della vita.
Ma perchè queste risposte si possano accompagnare alle loro domande, c'è la necessità che la fatica e la solitudine siano gli aguzzini, i compagni, i confidenti e gli amanti per un periodo ragionevolmente lungo.
Ammiro chi si appresta o chi ha già compiuto questo tragitto per fede. In effetti, nutro ammirazione per chi professa una fede di qualsiasi genere, perchè significa che ha trovato quello scaffale remoto dove le risposte hanno incontrato le domande giuste e con esse si sono apparentate.
Non appartengo all'umanità fortunata e baciata dalla buona sorte, mi colloco, semmai, in quella minoranza che ha fatto della capacità di pensare e percepire, un proprio faticoso cammino nella conoscenza della vita, senza assurgere per questo alla presunzione positivista "tout.court".
Il pensiero di colui che cerca non è meno nobile della fede di colui che crede.
Ed è singolare che la Congregazione di San Giacomo riconosca pari dignità sia alle motivazioni religiose, che a quelle spirituali, categoria quest'ultima, che sconfina nella ricerca filosofica, antropologica e psicologica.
In fondo non c'è nessuna vergogna ad ammettere che rallentare il proprio ritmo di vita per riportarlo a schemi medievali, porta a un diverso approccio con sé stessi prima che col mondo che ci circonda, seppure anche il mondo venga inevitabilmente vissuto diversamente, rispetto al modo conflittuale che ci accompagna nelle giornate della nostra vita ordinaria.
Forse è questa una delle prime risposte che cercano cittadinanza nella domanda "ma si deve necessariamente vivere così?". Appare scontato il "no" di risposta, ma quasi sempre non c'è un seguito di approfondimento sulle ragioni della negazione.
Questo è forse il mio "camino", la ricerca dell'altra vita mentre ancora stiamo transitando nella "valle di lacrime", perchè siamo certi che esista, ma non sempre abbiamo sensori adeguatamente sviluppati per percepire la strada da intreprendere.
Su questo sentiero della mente, le indicazioni delle conchiglie possono aiutare a concentrare maggiormente il pensiero sugli aspetti fondamentali, liberando finalmente dal peso delle inutilità quotidiane la visione del passato, del presente e del futuro.

martedì 26 marzo 2013

Prima prova

Nei resoconti delle persone che hanno già vissuto questa avventuradello spirito, ho trovato numerose raccomandazioni che riguardano i piedi, come bene assoluto da tutelare al meglio.
Dal momento che un cammino viene percorso per mezzo dei piedi, non stento a credere che la loro cura sia preoccupazione principale di ogni camminatore.

  1. Scarpe - gli scarponcelli da trekking che ho acquistato a suo tempo sono diventati operativi, seguendo il consiglio che è opportuno rodarli con cura e far sì che loro si adattino ai piedi e i piedi a loro, per evitare le sicure sofferenze che le scarpe nuove portano con sé.
  2. Calze - Un argomento poco visitato, la cui importanza fondamentale ho scoperto casualmente su un blog di un avventuriero che ha prima di me affrontato "el camino". Costui suggeriva argutamente delle calze "professionali", la cui particolare fattura aiuta la prevenzione di vescica, croce del camminatore. Tali miracolosi indumenti sono stati acquistati in un grande magazzino di articoli sportivi e provati nel primo percorso impegnativo di prova. 
25 marzo 2013 - Capodanno Pisano, parto da casa con la determinazione di camminare 4 o 5 ore. Sul ponte della Fortezza il suono dei tamburi di guerra mi distrae e esercita su di me il fascino delle note del pifferaio di Hamelin. Deviazione verso il ponte di Mezzo e seguo il corteo storico fino alla piazza dei Cavalieri. 
Quando il corteo si dirige verso l'antichissima chiesa di San Sisto per la messa di inizio d'anno, mi incammino verso via San Francesco e poi da lì sempre dritto fino ad Asciano Pisano.
Il ritorno avviene sempre lungo la via dei Condotti, ma il ritorno a casa passa, questa volta, da via Garibaldi.
Non c'è stata una sola sosta, se non una brevissima per bere alla fontanella vicino ad Asciano.
Al rientro a casa i piedi sono come in fiamme, ma una volta sfilate le scarpe, constato che le calze sono asciutte, le tolgo e i piedi sono integri, nonostante i circa venti chilomentri percorsi.
Altre prove sono programmate per la prossima settimana in attesa della definizione della partenza.




martedì 25 settembre 2012

Guido

Casualmente ho saputo che Guido si è stabilito in un paese vicino, dove ha avviato un'attività di assistenza per PC. Sono andato a trovarlo e abbiamo passato un po' di tempo insieme a scambiare due parole.
Guido ha percorso "el camino" quattro anni fa, d'agosto. Un'esperienza terrificante, seppure filtrata attraverso l'ironia che lo contraddistingue da sempre. 
Il "camino" è affollatissimo nei mesi estivi e l'impresa è ardua, poiché una folta schiera di "pellegrini" sente di dover dare dimostrazione delle proprie qualità atletiche. Pare che in certi punti la ressa fosse al limite del sopportabile.
Davanti al mio prosecco e al suo Spritz, il suggerimento è stato quello di scegliere il periodo primaverile, o autunnale, consapevole del fatto che una buona fetta di cammino si dovrà compiere sotto la pioggia insistente.
Sembra poco, ma è un altro tassello nel pensiero che diventa sempre più abbordabile e sempre più concreto anche per chi, come me, può considerare  il viaggio un'avventura bella e buona.
Mi conforta molto la conferma di Guido che lungo il tragitto hai tempo per riflettere e considerare in modo diverso, forse più distaccato le cose, sembra poco, tuttavia è un invito a una pausa, in un mondo in cui pare che rallentare un poco, seppure per pensare, sia considerato un orrore, quando non addirittura un crimine.
Abbiamo tutti bisogno di una prospettiva diversa, forse io più di chiunque altro.

lunedì 3 settembre 2012

Lo zaino

Alla fine, la decisione è caduta su uno zaino da trekking professionale, da 85 lt., caldamente suggerito dalla titolare del negozio in una scelta di quattro aspiranti ad accompagnarmi nel viaggio.
La capienza è considerevole, ma la mia amabile interlocutrice ha sottolineato che la differenza di peso fra quello e un 65 lt., è risibile, mentre l'opportunità di potere avere dello spazio in più per ogni evenienza è importante.
Le regolazioni sono importanti e la mia scelta è caduta sull'oggetto che presentava un range più ampio di possibilità.
La regolazione dello schienalino, della cintura in vita e degli spallacci, garantisce un assetto ottimale che dovrebbe consentire di scaricare sulle anche il peso importante, lasciando alle spalle i residui direzionali.
Quindi, la fatica ci sarà, sarebbe stupido pensare il contrario, ma dovrebbe risultare ottimizzata, consentendo un sforzo prolungato di almeno 28 giorni.


domenica 19 agosto 2012

Zaini

Il ventaglio d'offerta degli zaini è imbaazzante, da quanto è vasto e variegato. Ci sono sacche per tutti i gusti e tutte le esigenze, al cui confronto, il vecchio contenirtoe dell'italico regio esercito sembra l'uomo di Neanderthal, paragonato al Homo Sapiens.
I suggerimenti che avevo trovato indicavano un giusto orientamento verso un sacco da 65 litri. Ho riscontrato perplessità su questo dato da parte degli esercenti. Il motivo è la mia altezza e l'impossibilità di egolare oltre un certo limite lo schienalino dello zaino. Un paio mi hanno suggerito oggetti da 70, 80 litri, specificando che non è obbligatorio riempirli, ma nel contempo si regolano molto bene sulla mia lunga schiena.
Il prezzo varia dai 60 ai 120 euro e, a parità di qualità, non c'è questa gran differenza, fra le diverse capacità.
Altro passettino.