martedì 11 giugno 2013

I popoli si muovono

E' vero, i popoli si muovono, lo fanno fin dai tempi remoti in cui il cibo era il riferimento fondamentale per qualsiasi popolazione. Nel camino, il fenomeno e' palpabile, i popoli si muovono e con loro gli "italiani brava gente".
Non voglio stare qui a redigere l'ennesima filippica contro l'approssimazione con cui si muove l'italica genia, fa pensare chi si trovi all'estero impegnato in una prova che tutto e' fuori che una vacanza, e veda affacciarsi alla porta dell'albergue l'azzimato giovanotto ciclista che con spiccato accento meneghino chiede in rigoroso italiano se ci sono camere libere, alla risposta affermativa della povera addetta alla recepcion (in spagnolo cama=posto letto) insiste e per la cena a che ora si mangia?
La faccia interrogativa della signora della recepcion e l'insistenza idiota di questo bell'esemplare del Bel Paese, mi spingono a intervenire e spiegare allo scemo che negli "albergue" non ci sono camere, ma camas, che vuol dire posto letto, che negli albergue dei "peregrinos" si dorme quasi sempre in camerate a piu' letti e che gli albergue municipales offrono il servizio cucina, se uno vuole cuocersi qualcosa da solo..... non servizio ristorante.
La faccia tra lo sbigottito e l'incredulo del fortunato italiano, si apre in un sorriso: "Ma sei italiano" mi viene da rispondere "Purtroppo si'" e penso, perche' mi assimilano a un cretino come te. Lui ride "Anch'io purtroppo..... ah ah ah!"
Anche questo e' il Camino, un'esperienza di vita che alcuni idioti hanno preso per una vacanza a basso prezzo.....seppure con servizi non soddisfacenti per il loro pretenziosi standard.

venerdì 7 giugno 2013

Doppiaggio della meta'

Passo dopo passo puo' succedere che si arriva a quota 408,5, la meta' esatta del cammino e tutto deve ancora cominciare.
Gli ultimi giorni di Camino sono stati piuttosto noiosi, la stessa strada brecciolata, che non finisce mai, lungo le carrettere provinciali, dove non passa nulla che non siano mezzi agricoli.
La media degli Albergue, sia pubblici che privati, continua ad essere buona, cosi' come la qualita' del cibo, seppure la varieta' appartenga poco a queste terre.
In compenso i ramarri spuntano lunghezze intorno ai 30 cm. e consistenze da 3 cm. per la lunghezza.
Il tempo e' clemente, ma cambia molto repentinamente.
I pellegrini sono una razza strana, mi ero lanciato in improbabili ipotesi nazionalistiche, ma la verita' e' che gli imbecilli sono trasversali e non hanno certificato di provenienza.
Dal mio punto di vista, entrare in un alberge di pellegrini e' come entrare in una chiesa o in una moschea, tenere il rispetto massimo per tutti i presenti che hanno alle spalle una giornata faticosa, mentre trovo imbecilli che con spiccato accento italiano settentrionale, si lanciano in proposte per i programmi serali, proprio mentre altri pellegrini stanno dormendo o cercando di recuperare le energie per affrontare la giornata successiva.
In altri tempi, il regime franchista avrebbe usato la garrota, contro questa stupidità da villeggiante "pago pretendo". Ovviamente è un paradosso, tuttavia un minimo di attenzione agli altri (dato quello che si sta facendo) non guasterebbe.... è solo una banale questione di buona educazione.
Ma evidentemente, dobbiamo fare i conti anche con questo aspetto meno piacevole.
Comunque oltre alla meta' del percorso, con Sahagun abbiamo superato anche la meta' geografica. Le condizioni fisiche si fanno pesanti, speriamo di farcela.

martedì 4 giugno 2013

La stoffa si fa spessa

Se il cartello che fa bella mostra di se' fuori dal bar, dove ho pranzato a base di bocadillo con tortilla de patatas e una caña, dice il vero, siamo al bel risultato che mancano km. 405 a Santiago de Compostela, vale a dire che meta' dell'opera e' fatta.
Lo so che siamo tutti dediti ai facili entusiasmi, ma e' gia' di per se' un bel risultato, considerando poi che pensavo peggio, e quando mi scordo, compaiono le lapidi dei pellegrini morti nel Camino, a rammentare che siamo al mondo, e' vero, ma ci siamo di passaggio e non sappiamo quando questo passaggio cambiera' sentiero.
Comunque sia Carrion de los Condes e' stata raggiunta e con lei una significativa padellata di chilometri e' stata cucinata a dovere.
La nota di demerito spetta all'Albergue Municipal di Boadilla del Camino, sciatto, maltenuto, con personale orrendo e in forte debito verso la civilta', non avendo preso ancora in considerazione la fine della II guerra mondiale.
Le note di merito sono invece un'infinita': la prima agli spagnoli di questi paesini che sono attraversati da quest'orda piu' barbarica che mistica e che, nonostante tutto, non si approfittano della posizione di dominanza; la seconda ai paesaggi, Navarra, Rioja, Burgos, Palencia, tanto per citare quelli percorsi fino ad ora. I mari di grano, perennemente agitati dal vento che fa loro cambiare colore in continuazione, farebbero diventare poetico anche chi non ha attinenza alcuna con la poesia.
Il tempo e' migliorato da due giorni e la vita cambia radicalmente. Si cammina piu' volentieri e se e' vero che il caldo fa aumentare la fatica, non ho alcun rimpianto per quelle centinaia di chilometri percorse sotto la pioggia, il vento, la grandine e la nebbia, inzaccherato nel fango dei sentieri..
Vero e' che le prove vere devono ancora arrivare, ma per il momento 25 km. al giorno sono ancora alla portata della stragrande maggioranza delle persone che ho conosciuto, purche' non si facciano bischerate.
Quando gira male, gira male, ma quando gira bene, ti rendi conto che fare un viaggio di questo genere porta al tuo spirito aspetti inimmaginati e di forte contenuto.
Le persone, c'e' tutta un' ONU in movimento, si parlano, si sorridono, ci si aiuta e ci si perde. La storia della vita di ciascuno di noi. Ma qui non c'e' il dolore della perdita, perche' si sa che il giorno dopo altri compagni di viaggio ci terranno compagnia per il tempo strettamente necessario, perche' comunque la si pensi, e' bene ricordare che questa non e' una scampagnata, e' un impegno fisico e spirituale molto pesante, che e' bene affrontare da soli, perche' come diceva il poeta : " quando si muore si muore soli" e anche quando si nasce, mi verrebbe da aggiungere.

sabato 1 giugno 2013

Infine Burgos

Non sapevo come, ma sapevo che i primi 300 km. sarebbero stati piuttosto duri, lo sono stati.
Complessivamente, essere arrivato a questa distanza, mi sorprende. Mai avrei pensato di usare i piedi cosi' tanto in vita mia.
Va da se' che tutto si paga, si paga in vesciche, in unghie divelte, in dolori lombari, di schiena, spalle ipersensibili e chi piu' ne ha piu' ne metta.
La pioggia e il freddo infame che hanno caratterizzato i primi nove giorni di "Camino" (salvo per la splendida domenica trascorsa) hanno dato due giorni di tregua, da due giorni si completa il percorso di tappa senza che una goccia di pioggia di cada addosso. Sono conquiste.
Burgos e' la vecchia capitale del regno di Castilla e Leon e ne mantiene tutta la pomposita', ma e' una citta', per giunta abbastanza grandicella (per i criteri spagnoli), il che significa che il dovere di aiutare i pellegrini in difficolta' e' demandato alle autorita' religiose e laiche connesse col camino.
C'e' una bella differenza se si pènsa che ieri ho cenato in un posto che d'inverno conta 40 anime, ad Atapuerca, patrimonio dell'umanita' dal 2000 per la presenza di insediamenti risalenti al paleolitico.
Tra l'altro il posto si chiama "Comosapiens", gusto giochino fra le parole Comer (mangiare) e Homo Sapiens, inevitabilmente riferito alla principale attrattiva del luogo.
Per ora tutto fila liscio, in una settimana speriamo di coprire la distanza con Leon e poi vedremo.
Se la stanchezza dovesse avere il sopravvento, il ricorso alla Jacotrans (7 €) potrebbe risultare provvidenziale. Per il momento invito a fare il camino solo quelle persone che amano stare in pace e soli, gia' troppi ce ne sono di beoti dediti alla gazzarra e alla quisquilia.

mercoledì 29 maggio 2013

Perche' non si pensi che ci facciamo mancare qualcosa

La camminata da Azofra e' partita sotto i migliori auspici: non piove, un timido sole si affaccia ogni tanto, come se avesse paura di disturbare e cosi', passo dopo passo, si mettono in fila i 9 km. che ci separano da Cirueña.
Se ne deve essere accorto qualcuno, perche' comincia venire giu' la pioggerellina di marzo che cade argentina sui tetti...... lo vogliamo ricordare  o no che siamo alla fine di maggio e il clima dovrebbe essere sol y sombra, come i posti piu' ambiti dagli intenditori di corride.
Di Cirueña fa bella mostra di se' il campo da golf a 18 buche, testimone di una opulenza economica che non e' piu', almeno per quanto si intuisce dalle case simil-francia invendute,
Si leva un vento gelido che fa concorrenza al nostro grecale quando e' ignorante e porta le perturbazioni balcaniche....scarpe rotte eppur bisogna andare.... ma che cavolo di maggio.
Sotto la pioggia che non mi abbandona un solo secondo, passo da S. Domingo de la  Calzada, bel posticino dove si paga anche per entrare in cattedrale. "Ma sono un pellegrino!" sarebbe stato meglio dire che i pellegrini erano loro, ma questa la capiscono solo i toscani.
Attraverso lo splendido ponte e mi incammino verso Grañon, altri 7 km. Lo strano e' che un passo dopo l'altro ci si arriva  e li' mi fermo a mangiare un panino, dato che sono digiuno dal bocadillo di ieri sera.
Un ragazzo simpatico dell'alimentari mi fa entrare, mi tira fuori un tavolino e una sedie e m9i dice di riposarmi cinque minuti. Gli do retta, ha ragione lui.
Riparto sotto un sole truffaldino, mentre continuo a bagnarmi per la pioggia, che improvvisamente diventa grandine.....ecco, ci mancava solo lei, ora mi aspetto la neve e un paio di uragani tropicali....
Mi alloggio nella succursale di Sparta, Hospital San Lazaro, 5 €, ma che vuoi fare, questo e' il camino de Santiago, mica una gita fuori porta.
(a onor del vero l'Hospital e' molto spartano, ma e' pulito e ha le docce calde, il resto puo' attendere).

martedì 28 maggio 2013

I piedi non perdonano, Dio.... forse.

Abbiamo doppiato la boa dei duecento chilometri e il dolore dei piedi e' il meno piacevole degli aspetti del Camino. Passati dalle campagne della Navarra alle vigne della Rioja, seppure ci fosse stato il piccolo anticipo di Irache con le fontane che danno vino, di cui abbiamo parlato...
Passati da Logroño e dal suo magnifico parco che ha inglobato un pezzo importante del camino, tanto che arrivare alla tappa successiva sembra immediato.
Sia la "Casa Mari" di Torres del Rio, sia "La Casa del Peregrino" di Navarrete, riconciliano col Camino e con la cortesia degli hospitaleri.
La pioggia ha lasciato una tregua solo domenica, poi non ha avuto pieta' di questi poveri viandanti di mezza eta' che si avventurano con passione in un territorio che la pioggia rende quasi insopportabile, per quanto bellissimo.
La giornata di oggi si conclude ad Azofra, nel suo Albergue Municipal, che dire futuribile e' dire poco. Continua l'avventura ed e' probabile che in settimana si possa arrivare a Burgas, citta' del Cid e delle sue gesta, con una cattedrale fra le piu' belle e piu' rimaneggiate di Spagna.
La fatica comincia a farsi sentire, ma tappe di 20 o 25 km. sono ancora alla portata, per il momento.
Alla prossima..

sabato 25 maggio 2013

Camminando camminando

Il business del camino de Santiago e' la nota caratteristica che salta all'occhio in questa prima esperienza. Comunque sia, l'esperienza dei primi tre, quattro giorni di cammino e' sconvolgente.
La pioggia e il fango sono stati il leit motiv dei `primi due giorni, la fatica si somma alle difficolta', dando un risultato degno dello sforzo, che viene pagato in sporcizia e sudore e stanchezza, tantissima stanchezza.
Tutto va bene quando gli "Albergues" sono all'altezza della situazione, ma non tutti lo sono.
Un esempio per tutti, quello di Larrasoaña, gestito dall'Autorita' municipale e' vergognoso. Senza servizi igienici adeguati, 1 bagno e doccia per 16 persone e la presunzione di non fornire nemmeno una coperta con una sistemazione in stanze cosi' umide che nelle pareti avremmo potuto pescare dei pesci.
L'albergue successivo e' stato quello di Uterga, gestito da privati, costo 10 euro e 10 per la cena.... non pochissimo, ma la qualita' dei servizi offerti ha certamente meritato la spesa sostenuta, per non parlare della cortesia e attenzione... (preciso che non si vuole fare considerazioni se sia meglio il pubblico o il privato, ma solo redigere un insieme di notazioni legate alla signola esperienza).
Ora a Villatuerta Albergue ispirato alla "Casa Magica", chi non sa cosa sia se lo vada a cercare su Google. Ambiente eccellente, ottima disponibilita' e cuscina simil vegetariana. i costi sono di 23 euro compresa la cena..... non male. Una cosa che depone a favore di questo posto e' che esiste la possibilita' di lavare e asciugare i panni che i troppi giorni di pioggia ha reso inservibili, me li ridanno asciutti e lavati......ora sono certo che i soldi non fanno la felicita', dei panni asciutti si'.